Il dominio dei Visconti
Sono pressappoco di quell’epoca circa tremila monete d’argento trovate in una cassetta di legno da un contadino nel 1898 in una campagna vicina alla Cascina Pedrosi. Appartenevano a Gian Galeazzo Visconti, a Paolo V e ai dogi di Venezia Enrico Dandolo, Sebastiano Ziani e Orio Malipiero.
Cinque di queste vennero “salvate” dall’avidità di un antiquario da Paolo Grilloni, illustre cittadino appianese, che le donò al Museo Civico di Como.
Risalgono a quei tempi anche quarantanove tra capitelli e basi di colonne di marmo bianco di Musso scolpiti con fine arte, simili a quelle che ornano le trifore del Broletto Comasco, che giacevano nel giardino di casa Pedroni e che ora si trovano anch’esse al Museo Civico di Como.
Dopo la morte di Filippo Maria Visconti avvenuta nel 1447, Milano visse un periodo di anarchia in cui a dettar legge erano bande di soldataglie guidate da rissosi capitani tra i quali spiccava anche un certo Giovanni da Appiano che si distinse per le scelleratezze e le violenze commesse.
Gli uomini non furono più chiamati alle armi per la difesa della patria: iniziò un periodo in cui dominavano le milizie mercenarie condotte da famosi capitani di ventura.

